Manifesto Encod – Rapporto Catania

encod

Per riformare le politiche sulle droghe, attivisti da tutta Europa si sono riuniti a Bruxelles per l’udienza del 6 dicembre 2013. Si sono discussi i recenti sviluppi sulle riforme in materia di droghe e adottato un manifesto per le politiche sane e sicure sulle droghe. Questo documento contiene dieci raccomandazioni al Consiglio d’Europa, fatte dal Parlamento Europeo nel 2004. Nessuna di queste attuata. Encod chiederà a tutti i candidati alle elezioni dell’Europarlamento di Maggio 2014 di firmare questo manifesto e sostenere le raccomandazioni.

MANIFESTO PER LE POLITICHE SICURE E SANE SULLE DROGHE IN EUROPA

Come candidato alle elezioni per il Parlamento Europeo di Maggio 2014, con la presente dichiaro di sostenere le raccomandazioni al Consiglio Europeo, fatte nel Rapporto Catania, approvate dal parlamento europeo nel dicembre 2004:

1) proporre misure completamente diverse da quelle attuali per raggiungere l’obiettivo di una strategia europea comune sulle droghe, dare priorità alla tutela della vita e della salute dei consumatori di sostanze illegali, migliorando il loro benessere e protezione;

2) stabilire dei principi minimi per migliorare la disponibilità e l’efficacia delle misure d’intervento e riabilitazione basate sulle migliori pratiche negli Stati Membri, con lo scopo di ridurre l’impatto del consumo di droghe sulla società;

3) porre come priorità la riduzione del danno, l’informazione, la prevenzione, la cura e l’attenzione alla protezione della vita e della salute delle persone con problemi dovuti all’uso di sostanze illecite e definire misure preventive contro l’emarginazione, piuttosto che attuare strategie repressive che sono sempre più frequentemente votate alla violazione dei diritti umani;

4) incrementare le misure d’informazione, basate sulla conoscenza scientifica delle conseguenze del consumo di vari tipi di droghe;

5) definire e incrementare il coinvolgimento e la partecipazione dei consumatori di sostanze illecite, la società civile, le ONG e il pubblico in generale nella risoluzione dei problemi relativi alla droga e fondare, su basi sperimentali, centri informali e di facile accesso che ricerchino una strategia di regolazione e riduzione del danno;

6) considerare la possibilità di promuovere e salvaguardare la produzione per scopi medico-scientifici di tutte le droghe illegali, e supportare lo sviluppo di un mercato sostenibile dei prodotti legali derivati da piante coperte dalla Convenzione Unica del 1961 come la foglia di coca e la canapa;

7) procurare e assicurare l’accesso ai programmi di sostituzione e riduzione del danno, specialmente in ambiente carcerario;

8) incrementare la ricerca sull’utilizzo di piante attualmente illegali o in una zona grigia come cannabis, oppio o foglie di coca, per applicazioni mediche, sicurezza alimentare agricoltura sostenibile, generazione di risorse d’energia alternativa, sostituzione dei prodotti basati su olii e piante ed altri scopi benefici;

9) rivedere decisioni strutturali sul traffico di droga secondo il punto di vista espresso dal Parlamento, con i dovuti riguardi ai principi di sussidiarietà e proporzionalità;

10) avviare uno studio scientifico su costi e benefici delle attuali politiche sul controllo dei narcotici includendo in particolare:
Un’analisi della cannabis e dei suoi derivati leciti e illeciti per stimare i suoi effetti, il suo potenziale terapeutico, i risultati delle politiche di criminalizzazione e le possibili alternative;
Un’analisi dell’efficacia dei programmi di distribuzione di eroina sotto controllo medico per fini terapeutici con l’obiettivo di ridurre malattie e morti dovute alla droga;
Un’analisi economica, legale, sociale e sui costi ambientali delle politiche, per quantificare le risorse umane e finanziarie richieste per far rispettare la legge;
Un’analisi dell’impatto sui paesi non membri delle attuali politiche sotto entrambe le strategie dell’Unione Europea e del sistema di controllo mondiale sugli stupefacenti.

Queste raccomandazioni, disposte dal Rapporto Catania, hanno quasi dieci anni. Nessuna di queste è stata attuata.
Una volta eletto al Parlamento Europeo, ricorderò regolarmente alle autorità dell’Unione Europea il loro fallimento nell’attuazione di quanto il Parlamento Europeo raccomandò quasi dieci anni fa. Potete contare sulla mia disponibilità nel tentativo di portare questa situazione sotto l’attenzione dei miei colleghi in ogni occasione possibile.

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