21/07 – Giorno Internazionale della Memoria

INPUD
Dichiarazione del Giorno Internazionale della Memoria

21 Luglio 2014

MAI PIU’ VITTIME IN NOME DEL PROIBIZIONISMO
“Vorrei incontrare Theresa May, Norman Baker [ministro del gabinetto del Ministero degli Interni del Regno Unito] e Yvette Cooper [Sottosegretario del governo ombra del Regno Unito] per avviare un dialogo sensato verso il cambiamento, dalla proibizione a una rigorosa e responsabile regolamentazione delle droghe ricreative.”
Anne-Marie Cockburn – madre di Marta Fernback

La figlia quindicenne di Anne-Marie Cockburn, Marta, è morta nel Regno Unito nel giugno di quest’anno dopo l’assunzione di ecstasy particolarmente pura. Invece di invocare un ampliamento delle fallite politiche di guerra alla droga, ha invocato, invece, un “ragionevole dibattito politico sulla legalizzazione delle droghe ricreative”. Come tanti altri, si era resa conto che la principale causa dei cosiddetti “danni collegati alla droga”, è la proibizione e la criminalizzazione di persone che fanno uso di droghe illegali.

Il Giorno Internazionale della Memoria è stato fondato in Germania diciassette anni fa da genitori che avevano subito una simile perdita, quando il loro figlio, consumatore di droga per via parenterale è morto di overdose accidentale. Come risposta hanno lanciato un appello per delle politiche sulle droghe umane, per l’accesso completo ai programmi di riduzione del danno (inclusa la distribuzione controllata di eroina), e videro la morte del loro figlio non come un incidente isolato, ma come conseguenza diretta dello stigma sistematico, della repressione e della criminalizzazione di cui sono soggette le persone che fanno uso di sostanze. Da allora, per le organizzazioni di consumatori di sostanze, i loro sostenitori in città e in tutto il mondo è diventata l’occasione per l’organizzazione di eventi, per ricordare amici perduti e persone care, per onorare la loro memoria e chiedere di porre fine alla sistematica guerra che si è scatenata sulla nostra comunità.

In questa Giornata Internazionale della Memoria, la Rete internazionale di persone che fanno uso di sostanze, pone l’accento sulle inutili morti causate dalla guerra alla droga e l’immenso danno che causa alle nostre comunità e famiglie. In questo giorno piangiamo e ricordiamo i nostri amici perduti, e rinnoviamo l’impegno per un cambiamento necessario.

Secondo il rapporto pubblicato dalla “Commissione Mondiale per l’HIV e la Legge” nel 2012, che sia intenzionale o meno, le “guerre alle droghe” sono guerre alle persone che fanno uso di sostanze; queste persone devono affrontare le molestie della polizia, la violenza e l’incarcerazione; la discriminazione per l’assistenza sanitaria, la casa, l’occupazione e l’istruzione; la privazione dei diritti politici”.

Non ci può essere alcun dubbio che cinquant’anni dopo l’approvazione della Convenzione Unica delle Nazioni Unite sugli Stupefacenti e a quaranta anni da quando il presidente statunitense Richard Nixon dichiarò la sua “guerra alla droga”, che è il maggiore responsabile di questa guerra, combattuta in nome della morale e, presumibilmente, in nome della salute, quest’approccio nell’affrontare l’uso illecito di stupefacenti è un vero e proprio disastro per tutti gli standard concepibili.

La “Commissione Mondiale per l’HIV e la Legge” ha concluso richiamando i paesi a intraprendere “azioni decisive, in collaborazione con le Nazioni Unite, per rivedere e riformare le relative leggi e gli organismi internazionali […] comprese le convenzioni di controllo della droga delle Nazioni Unite [… internazionali ] e l’Ufficio Internazionale per il Controllo dei Narcotici (International Narcotics Control Board)”. A dispetto di queste schiaccianti raccomandazioni, che descrivono il proibizionismo globale come una catastrofe assoluta per i diritti, la salute e la cittadinanza di alcune delle persone più emarginate del mondo, perché stiamo ancora assistendo all’assoluto fallimento nell’agire?

Non ci può essere alcun dubbio che il divieto globale, e la criminalizzazione che essa comporta, è il principale responsabile delle violazioni dei diritti umani subite da persone che sono criminalizzate e stigmatizzate per il loro uso di sostanze. Non ci può essere alcun dubbio che la criminalizzazione è il singolo più efficiente produttore di trasmissione di HIV ed epatite C tra le persone che s’iniettano droghe, e deriva dalla nostra sistematica esclusione all’accesso ai servizi sanitari.

La conclusione secondo cui “la criminalizzazione del consumo di droga, politiche sulle droghe restrittive e pratiche aggressive nell’applicazione della legge, sono fattori chiave nelle epidemie di HIV ed epatite C tra le persone che s’iniettano droghe” è giunta con il Consensus Statement “Consigli della Scienza su droga e HIV: lo stato dell’arte” presentata alla High Level Segment of the Commission on Narcotic Drugs nel marzo di quest’anno e confermata da tutte le evidenze. Non è possibile fermare la diffusione di HIV, HCV, o l’incarcerazione di massa senza la fine della guerra alle persone che fanno uso di sostanze.

Perché allora, nonostante quest’abbondanza di prove il mondo è frenato in un sistema in cui le violazioni dei diritti umani, la stigmatizzazione, la discriminazione, isolamento, l’HIV e l’epatite C sono la norma per le persone che fanno uso di sostanze?

RICORDA AMICI E PERSONE CARE PERDUTE IN CONSEGUENZA DEL PROIBIZIONISMO.
CHIEDERE LA FINE DELLE MORTI DOVUTE ALLA GUERRA ALLA DROGA
MOSTRARE SOLIDARIETA’ ALLE PERSONE CHE FANNO USO DI DROGHE E ALLE LORO COMUNITA’.

A proposito di INPUD:
La Rete Internazionale di Persone che Usano Droghe (INPUD) è un’organizzazione mondiale di pari che cerca di promuovere la salute e i diritti delle persone che fanno uso di sostanze. INPUD denuncerà e sfiderà stigma, discriminazione e criminalizzazione delle persone che fanno uso di sostanze e il loro impatto sulla salute e i diritti della comunità di persone che fanno uso. INPUD giungerà a questo attraverso processi di crescita e difesa a livello internazionale, sostenendo la crescita e la difesa delle comunità a livello nazionale e locale.

Per ulteriori informazioni siete pregati di contattare:
Eliot

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