Racconti sulla città di Nimbin

Fonte: Ganjanauta

Nimbin è un posto unico. Inizialmente era un sito sacro per la tribù Bundjalung, successivamente fu colonizzato dagli europei nel XIV secolo. Il conseguente disboscamento, come al solito, fu uno dei maggiori danni portati dal colonialismo, tanto che nel giro di un paio di decenni gli europei – in pratica – avevano terminato di sfruttare gli alberi a disposizione. I colonizzatori iniziarono così a guardarsi attorno per trovare un nuovo modo di fare soldi, trovandolo con l’avvio di un lungo processo di allevamento di bestiame destinato al mercato internazionale di carne e latticini australiani.

Tuttavia, nel 1973, Nimbin era quasi diventato  un paese fantasma. Fortunatamente per gli agenti immobiliari locali, un gruppo di studenti radicali e fricchettoni dell’Unione degli Studenti Australiani decise di organizzare in quel posto in decadimento un evento nazionale sulla controcultura e gli stili di vita alternativi. All’evento fu dato il nome di “Festival dell’Acquario” (Aquarius Festival).

Gli studenti che si improvvisarono organizzatori, promisero agli abitanti di Nimbin che quell’evento avrebbe nettamente rinnovato il folklore e l’animosità del paese.

Vi si tenne una delle più grandi manifestazioni di sempre: per le strade del centro e per la via principale della città gli esponenti e attivisti per la liberalizzazione della marijuana erano una marea, gente che con l’ausilio di percussioni si dedicava a canti e danze proprio di fronte la stazione della polizia. Altri ancora, avevano striscioni e cartelli con i quali chiedevano un cambiamento e la fine del proibizionismo sulle droghe leggere, la legalizzazione della cannabis e la fine della guerra alla droga.

Molti cantavano e fumavano tranquillamente marijuana e, paradossalmente, la polizia tenne un profilo molto basso, senza innescare rivolte e creare disordini. Un migliaio di “alternativi” locali (il modo politicamente corretto per dire “hippies”) finalmente usciva allo scoperto, proprio come negli anni ’60, per esprimere e affermare l’idea che la guerra alla droga semplicemente non funziona.

Quella sera al telegiornale nazionale, il pubblico australiano si trovò di fronte il bizzarro spettacolo di un nutrito gruppo di hippies con la propria prole e un esercito sempre crescente di giovani che gioiosamente infrangevano in massa le leggi sulla cannabis chiedendone la modifica.

Dall’Aquarius Festival del 1973, Nimbin ha sempre avuto una forte tradizione di disobbedienza civile nei confronti delle leggi sulle droghe. I poliziotti hanno cercato di fermare qualcuno intento a usare marijuana alle manifestazioni, ma questi erano sempre sopraffatti in maniera pacifica dalla restante folla, affinché i colpevoli potessero sparire nella mischia.

Verso la fine degli anni ’80, tuttavia, la “guerra alla droga” guidata dagli Stati Uniti d’America era in pieno svolgimento. Nelle città la psichedelia e le allegre e colorate facciate dei palazzi erano state da tempo sostituite da altri interessi commerciali. La speranza di un cambiamento nelle leggi antidroga  iniziò dunque a passare di moda.

A partire dal 1988, una serie di manifestazioni pubbliche, comunicati stampa ed eventi a sfondo politico tenutisi a Nimbin, martellavano sempre sullo stesso punto fondamentale: le leggi sulla droga sono un fallimento e una distruzione sociale. A poco a poco le persone, tra cui anche avvocati, magistrati e importanti personalità del luogo, iniziarono a farsi coinvolgere da questo tipo di mentalità.

Caratteristiche ed eventi della città di Nimbin

Dal 1993 Le facciate degli edifici e dei negozi sono un collage sgargiante e in qualche modo convincente, di psichedelia in piena regola e arte tradizionale Bundjalung. Tutto ciò per via dell’evento annuale del MardiGrass, tenutosi per la prima volta proprio nel 1993.

Un luogo caratteristico e particolare da visitare è il Nimbin Museum.

Ci sono più caffè, negozi di artigianato e il profumo di marijuana avvolge “positivamente” la città.

Le numerose attività e i numerosi eventi organizzati a Nimbin prevedono commercio della canapa e sfilate di moda ma anche canti, danze, poesie, mostre d’arte sulla marijuana, discorsi e seminari incentrati sulle normative degli stupefacenti e l’uso terapeutico, scambi di informazioni sulle droghe, sui semi, senza tralasciare miti e magia.

 

L’evento principale di Nimbin è quindi il MardiGrass, un festival per la riforma della legge sulla cannabis. Si tiene ogni anno la prima settimana di Maggio. Eventi come questo inglobano altre mille attività tra cui le Hemp Olympix, la Joint Rolling Cup, la Iron Growers Cup e infinite altre competizioni “sportive” come il ”Tiro del Bong” o le gare di “rollaggio”.

Con una popolazione di 352 persone (censimento del 2006), questo paesello di campagna sorge nell’entroterra del New South Wales tra le colline dell’area di Lismore. Nimbin si trova a quasi due ore di macchina dalla mitica Byron Bay. Il percorso è piuttosto tortuoso e la strada, dalla località di Lismore in poi, stretta e mal messa. Già nel tragitto gli strani personaggi – un pò hippy – che si incrociano per strada a fare autostop lasciano presagire la particolarità di Nimbin.

Oggi, il valore di un edificio a Nimbin è molto superiore a quello delle altre città del NSW: il costo di una casa “normale” sia ggira intorno al mezzo milione di dollari australiani, tuttavia le persone residenti a Nimbin non sono molto attratte dalle possibilità di guadagno immobiliari e si battono, oltre che per le questioni inerenti la cannabis, per politiche di rimboschimento e tutela delle aree naturali adiacenti la cittadina. Importanti, inoltre, le iniziative legate alla permacultura e le tecniche di sostenibilità ambientale.

Come già detto, la fama della cittadina di Nimbin – poco più di una strada principale lunga nemmeno un chilometro con una cinquantina di edifici – è nata nel 1973 quando un gruppo di studenti universitari ha sconvolto questo tranquillo paesino scegliendo proprio Nimbin come luogo perfetto per tenere il famoso festival alternativo dell’Aquarius. Molti degli hippy radunati per quel festival non vollero più andarsene e convertirono Nimbin nella cittadina hippy d’Australia per eccellenza.

Ovviamente la marijuana non è legale in Australia ma, anche se ci sono stati numerosi raid, la polizia sembra molto tollerante quando si parla di Nimbin tanto è vero che esiste solo una piccola stazione di polizia in città.

Coloro che si stabilirono nelle valli negli anni ’70 crearono delle comuni, dice Alan Salt, arrivato nel 1974: “Abbiamo vissuto insieme, amato insieme, mangiato insieme nella sala comune, abbiamo cambiato partner ogni primavera. È stato un movimento di ritorno alla natura, a una vita più semplice “.

Sono stati i precursori del Paese del vivere sostenibile, nella permacultura, nell’agricoltura biologica, nella nascita naturale, nella scuola domestica e nella scuola di cooperazione. “C’era un pensiero comune secondo cui non ci si fidava delle istituzioni nell’educazione dei bambini”, dice Salt.

“È stato un sogno di armonia tra le tribù, il pianeta e la sua gente”, dice Elspeth Jones, artista e partner di Balderstone nel museo di Nimbin. Alcuni hanno creduto di essere stati folgorati sulla via di Damasco dopo aver fumato hashish. “Eravamo ingenui e ottimisti”, dice Salt, che ha partecipato alla prima comune di Tuntable Falls. “La luce proveniva dai fuochi delle candele, c’erano persone che morirono in seguito a morsi di serpente, perché pensavano di guarire se stessi e non andarono dal dottore”.

Ma certamente non tutto era pace, amore e natura. Erano, scoprirono, ancora esseri umani. Dovevano diventare dei mediatori. “C’erano persone che usavano marijuana e persone immerse in un viaggio spirituale nel quale non assumevano alcuna droga. Ciò creò degli attriti, soprattutto quando le persone si attribuirono il diritto divino di coltivare marijuana”, ammette Salt. C’erano vegetariani contro coloro i quali mangiavano carne, terapie naturali contro medicina occidentale.

Quando le persone cominciarono ad avere figli, le cose sulle comuni cominciarono a cambiare. Avevano bisogno di privacy, cominciarono a costruire strutture e cominciarono le battaglie con i responsabili dei regolamenti sulle costruzioni.

“Conoscemmo molte cose, abbiamo interrogato tutto. In quella rivelazione abbiamo scoperto perché le cose sono state fatte nel modo in cui sono state fatte”, dice Salt. “Nel vivere in comune non abbiamo avuto confini, e abbiamo imparato perché ci fossero dei confini. Quando una persona ha ottenuto bestiame, chi era responsabile delle recinzioni? Una persona doveva tutelare il proprio giardino o era responsabilità del proprietario delle vacche?”.

Balderstone ritiene che la reputazione di Nimbin per il consumo di cannabis abbia mantenuto gli speculatori lontano da quelle belle vallate: “Non sono molte le persone che vogliono un indirizzo a Nimbin. In un certo senso questo ci ha mantenuti veri”.

Ma negli anni ’80 le “droghe sporche”, le droghe dure, si avvicinavano a persone di basso livello socioeconomico in cerca di una vita più economica. Così, anche a persone senza tetto che incombevano a Nimbin. “Coloro che hanno avuto una buona educazione sono tornati a fare lavori statali, sono stati riassorbiti nella società”, dice Salt.

Le persone senza casa “saranno accolte con un caffè e un po’ di fumo”, afferma Balderstone. “Ottengono la comprensione e un senso di comunità e di famiglia. Nimbin è bello, tollerante e viviamo secondo regole di condivisione”.

Nel 2014, a ridosso del ferragosto, un incendio, forse di origine dolosa, ha distrutto il museo di Nimbin e alcuni edifici adiacenti, facendo sparire per sempre i famosi murales creati da Benny Zable nel 1973 durante la prima edizione del Festival dell’Acquario presenti all’interno del museo e al Rainbow Café.

Che una di queste persone abbia acceso un fuoco per stare al caldo in una fredda notte rimane da vedere. L’ispettore Mick Dempsey, della polizia di Lismore, dice che l’origine del fuoco è “ancora sotto esame forense. Ma cominciamo con tutti i fuochi sospetti e da lì ci faremo strada per una conclusione”.

Da tutto questo è scaturito, dice Salt, “un forte senso di comunità. Quando sopraggiungono forze esterne siamo compatti, tutti insieme». E così lo faranno. “Forse possiamo ottenere un normale museo adesso”, dice Balderstone.

Gli abitanti di Nimbin pare abbiano la protesta nel sangue, qui nasce il Partito della Canapa d’Australia (Hemp Party of Australia) e a Nimbin ha sede l’Ambasciata della Canapa che ha anche il proprio sito web dove pubblicizzare gli eventi, proporre le idee di liberalizzazione della cannabis e le critiche alla guerra alla droga (http://hempembassy.net/).

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