Il report americano Monitoring the Future

Fonte: Itardd e Monitoring the Future Press

L’uso tra i teenager USA di qualsiasi sostanza illecita diversa dalla marijuana tocca un nuovo minimo storico; lo stesso vale per l’alcol.

Nel 2016, l’uso di droghe, alcol e tabacco tra gli adolescenti è significativamente diminuito a tassi così bassi che non si registravano dal 1990, secondo la nuova edizione dello studio nazionale Monitoring the Future, giunto alla sua 42° edizione.

Ma i ricercatori dell’Università del Michigan avvertono che, mentre questi sviluppi mostrano un “trend nella giusta direzione,” l’uso di marijuana rimane ancora abbastanza alto tra gli studenti del 12° grado.

Sono stati intervistati circa 45.000 studenti di 380 scuole secondarie pubbliche e private ogni anno per la realizzazione di questo studio nazionale, ideato e condotto da ricercatori presso l’Istituto per la Ricerca Sociale dell’Università del Michigan e finanziato dal National Institute on Drug Abuse. Sono stati intervistati studenti dei gradi 8° (la nostra terza media 14 anni), 10° (secondo anno della scuola secondaria, 16 anni) e 12° (quarto anno della scuola secondaria, 18 anni). Lo studio ha compreso studenti del 12° grado dal 1975, mentre dal 1991 sono stati inclusi gli studenti dell’8° e 10° grado.

Nel complesso, la percentuale di studenti americani della scuola secondaria che ha usato una qualsiasi sostanza illecita nell’anno precedente, tra il 2015 e il 2016 è scesa in modo rilevante. Per i ricercatori, il calo nell’uso di stupefacenti è di particolare importanza. I miglioramenti di quest’anno sono particolarmente concentrati tra i gradi 8° e 10° (14 e 16 anni, in media).

Sono molti di meno anche i ragazzi che utilizzano una qualsiasi sostanza illecita diversa dalla marijuana nei precedenti 12 mesi – 5%, 10% e 14% rispettivamente nei gradi 8, 10 e 12 – il livello più basso dal 1991. Queste quote rispecchiano un calo di circa un punto percentuale in ogni grado nel 2016, ma un calo molto più grande se considerate sul lungo periodo (quest’anno, infatti, è uscito anche il rapporto comparativo 1975-2016 dei vari studi annuali, una panoramica di 41 anni sull’uso di droga tra gli adolescenti americani).

In effetti, la percentuale complessiva degli adolescenti che utilizzano una qualsiasi delle droghe illecite diverse dalla marijuana è in graduale declino da metà degli anni ‘90, quando i tassi avevano raggiunto picchi del 13%, 18% e del 21%, rispettivamente.

Nel 2016, l’uso di marijuana, la più diffusa tra le droghe illecite, è calato sensibilmente per gli studenti dell’8° grado fino al 9,4%, circa uno studente ogni 11, riferendosi  all’utilizzo nei 12 mesi precedenti. Si registra un calo nell’uso anche per il 10° grado, sebbene di una quantità non statisticamente rilevante: è al 24%, circa uno studente ogni 4.

La prevalenza annuale nell’uso di marijuana (con riferimento alla percentuale d’uso di marijuana nei precedenti 12 mesi) è andato diminuendo gradualmente per l’8° grado dal 2010, e più nettamente per il 10° grado dal 2013. Per quelli del 12° grado, tuttavia, la prevalenza nell’uso di marijuana è più elevato (36%) ed è tenuto costante dal 2011. Questi periodi di decadimento nell’uso (nel caso di quelli del 12° grado, di stabilizzazione) sono seguiti da diversi anni di uso crescente da parte di ogni gruppo di età.

Anche l’uso quotidiano di marijuana – definito come un uso fatto almeno 20 o più volte negli ultimi 30 giorni – è diminuito tra i ragazzi più giovani (in modo significativo per l’8° grado è pari a 0,7% ed è al 2,5% per quelli del 10° grado). Tuttavia, non vi è stato alcun cambiamento tra quelli del 12° grado, per i quali l’uso quotidiano, rimane piuttosto elevato e pari al 6% o, approssimativamente, a uno ogni 17 studenti, dal 2010.

La prescrizione di anfetamine e altri stimolanti senza controllo medico hanno costituito la seconda classe di droghe illecite più ampiamente usate dai ragazzi. Tuttavia, il loro uso è diminuito considerevolmente. Nel 2016 quelli che dicono di averle utilizzate almeno una volta nei 12 mesi precedenti, sono il 3,5%, 6,1% e 6,7% rispettivamente per l’8°, 10° e 12° grado, – un calo verso il basso dai recenti livelli massimi del 9%, 12% e 11%, raggiunti durante la seconda metà degli anni ‘90.

La prescrizione di stupefacenti (oppiacei) ha rappresentato un serio problema per il paese negli ultimi anni, con un crescente numero  di morti ed emergenze per overdose. Fortunatamente, l’uso di questi farmaci al di fuori del controllo medico è in declino, almeno tra gli studenti più anziani delle scuole superiori – gli unici per i quali è riportato l’uso di narcotici. Nel 2004, una percentuale elevata di persone del 12° grado – 9,5%, quasi uno su 10 – aveva indicato di aver utilizzato un narcotico prescritto nei 12 mesi precedenti, ma oggi tale percentuale è scesa della metà, al 4,8%.

“Ci sono ancora un sacco di giovani che usano questi farmaci pericolosi senza controllo medico, ma il trend è nella giusta direzione”, ha detto Lloyd Johnston, principale  ricercatore dello studio. “Si sta rischiando meno il sovradosaggio tra gli adolescenti, e si spera che molti di più si asterranno mentre diventano ventenni, riducendo così il numero di vittime in quegli anni ad alto rischio”.

A chi usa stupefacenti senza controllo medico, è stato chiesto, dove prendano i farmaci che utilizzano. Circa 4 su 10 hanno indicato che li hanno ottenuti: “da una ricetta che ho avuto. Ciò suggerisce che medici e dentisti devono prendere in seria considerazione la riduzione del numero di dosi che abitualmente prescrivono ai loro pazienti, in particolare agli adolescenti”, ha detto Johnston.

L’eroina è un altro stupefacente di palese importanza. Nello studio non ci sono prove che l’uso di eroina è aumentato, così come l’uso di stupefacenti da prescrizione è sceso, almeno non in questa popolazione di adolescenti ancora a scuola, che rappresenta oltre il 90% dei rispettivi gruppi d’età. In effetti, anche l’uso di eroina tra studenti della scuola secondaria è diminuito in modo sostanziale dato che i livelli massimi erano stati raggiunti alla fine degli anni ‘90. Tra gli studenti dell’8° grado, la prevalenza di consumo annuale di eroina è scesa dall’1,6% del 1996 allo 0,3% del 2016. E tra quelli del 12° grado, il calo è stato dall’1,5% del 2000 allo 0,3% del 2016.

“Perlomeno, tra gli studenti della scuola secondaria, non vi è alcuna prova che l’eroina sia usata come sostituto degli stupefacenti da prescrizione – una dinamica che a quanto pare si è verificata in altre popolazioni “, ha detto Johnston. “Certamente ci saranno casi singoli in cui ciò accade, ma nel complesso tra gli studenti della scuola secondaria sia l’uso di eroina sia la prescrizione di narcotici sono diminuiti sensibilmente e in gran parte in parallelo “.

L’epidemia di ecstasy ha raggiunto il massimo nel 2001; un anno importante per adolescenti e giovani adulti, ha detto Johnston. L’ecstasy è un composto MDMA-simile (Metilendiossinanfetamina), mentre la forma più recente apparsa sulla scena, “Molly”, a dispetto di quanti lo creda, non è MDMA pura: le analisi hanno sempre più spesso confermato la presenza di Methylone, MDPV, 4-MEC, 4-MMC, Pentedrone e MePP quali principi attivi.

“L’uso di MDMA è solitamente in calo tra gli adolescenti dal 2010-2011, e ha continuato a diminuire in modo rilevante nel 2016 in tutti i tre gradi d’età, anche con l’inserimento di Molly negli ultimi anni”, ha detto Johnston.

La prevalenza annuale di MDMA è in questo momento pari a circa l’1%, 2% e 3%, rispettivamente nei gradi 8, 10 e 12.

L’uso di marijuana sintetica (spesso venduta al dettaglio come “K2” o “Spice”) ha continuato il suo rapido declino tra gli adolescenti da quando il suo utilizzo è stato misurato la prima volta nel 2011. Tra gli studenti del 12° grado, per esempio, la prevalenza annuale è scesa di oltre due terzi, dall’11,4% nel 2011 al 3,5% nel 2016. Gli studenti del 12° grado hanno mostrato una più grande valutazione dei pericoli associati a queste droghe. Sembra anche probabile che un minor numero di studenti abbia accesso a questi farmaci di sintesi da quando molti stati e comunità ne hanno messa al bando la vendita al dettaglio (smartshops/internet).

I sali da bagno costituiscono un’altra classe di droghe sintetiche vendute al dettaglio. La loro prevalenza d’uso annuale è rimasta piuttosto bassa – 1,3% in quasi tutti i gradi – da quando sono stati inclusi nello studio nel 2012. Nel 2016, uno dei pochissimi aumenti statisticamente rilevanti nell’​​uso di droghe è stato proprio l’uso di sali da bagno (che non sono altro che stimolanti sintetici) tra gli studenti dell’8° grado, ma la loro incidenza d’uso annuale è ancora solo dello 0,9% senza che vi sia una netta evidenza di un aumento progressivo.

Anche un certo numero di altre droghe illecite ha dimostrato una diminuzione nell’uso. Tra queste, ci sono cocaina, crack, sedativi e inalanti.

Alcol

L’uso di alcol da parte degli adolescenti è ancora più diffuso di quanto sia l’uso di marijuana, ma nel 2016 è anche in un trend al ribasso, proseguendo un calo di lungo termine. Per tutti i tre gradi, sia la prevalenza annuale sia mensile del consumo di alcol sono ai minimi storici. Nel 2016, entrambi i rilevamenti hanno continuato a diminuire in tutti e tre i gradi d’età.

Di maggiore importanza è il fatto di come l’uso pesante di alcol sia molto basso, tra cui le auto-segnalazioni di occasioni in cui ci si è ubriacati negli ultimi 30 giorni e i binge drinking nelle precedenti due settimane (definiti come l’avere cinque o più bevande in fila in almeno un’occasione).

Il fenomeno del binge drinking si è dimezzato quando non è diminuito ancor di più, per ogni grado d’età, con picchi che sono stati raggiunti alla fine degli anni ‘90. Oggi, le proporzioni dei binge drinking sono del 3%, 10% e 16% rispettivamente per i gradi 8, 10 e 12.

“Dal 2005, al 12° grado è stato indagato anche quel fenomeno chiamato binge drinking estremo, definito come l’avere 10 o più bicchieri di seguito a disposizione o anche 15 e più, in almeno una occasione nelle precedenti due settimane”, ha detto Johnston . “Fortunatamente, la prevalenza di questo comportamento particolarmente pericoloso è ugualmente in calo”.

Nel 2016, il 4,4% degli studenti del 12° grado ha riferito passabile un livello di 10 o più bicchieri di seguito, un calo di circa due terzi dal 13% del 2006.

I tassi tra gli adolescenti, rispetto al bere quotidiano, sono diminuiti notevolmente nel corso degli stessi intervalli. Le bevande alcoliche aromatizzate e quelle contenente caffeina sono entrambe fortemente diminuite nello stesso periodo, in particolare tra i ragazzi più giovani, registrando importanti diminuzioni nella prevalenza annuale, continuate nel 2016.

Tabacco

Tra gli adolescenti, la diminuzione del fumo di sigaretta e di alcune altre forme d’uso del tabacco si è verificata anche nel 2016, proseguendo un’importante e ormai lunga tendenza a lungo termine in merito all’uso di sigarette. Questi risultati, insieme a nuovi risultati sull’uso di vaporizzatori come e-cigarettes e narghilè, sono presentati in un comunicato stampa al link: l’uso di vaporizzatori e narghilè da parte degli adolescenti USA diminuisce per la prima volta.

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