Sesso, siringhe ed epidemia da HIV, la Russia non può ignorarli ancora per molto

Fonte: The Guardian

mother-russiaAutore: Alec Luhn

Prendendo un rapido riparo dai 20 gradi di freddo nel furgone di un gruppo di attivisti alla periferia di Mosca, Ivan, 26 anni, ha raccontato la volta in cui è stato più vicino ad infettarsi l’HIV. Stava consumando eroina con un gruppo di persone e non ha ricevuto la sua siringa, cosicché, nel cerchio, l’uomo prima di lui gli ha offerto la sua. Ivan stava per prenderla quando un conoscente lo ha avvertito che  l’uomo era “malato” – che era sieropositivo.

“È così che le persone che conosco sono state infettate, hanno condiviso delle siringhe o dormivano con qualcuno”, ha detto Ivan. “Non tutti dicono che sono malati. Alcuni non dicono nulla in modo da non diminuire la propria autostima. ”

Ivan è stato fortunato; un crescente numero di russi non lo è. Le infezioni da HIV continuano ad avvenire in tutto il mondo, ma la Russia è in preda a una “epidemia” da HIV, come adesso riconoscono anche alcuni funzionari del governo. La Fondazione Andrey Rylkov, nel cui furgone Ivan era in piedi con la sua ragazza Masha e dove ha ricevuto consulenza medica gratuita per un’infezione ossea, è l’unico gruppo che fa regolarmente prevenzione dell’HIV attraverso il lavoro di strada a Mosca. Quattro o cinque sere a settimana, si distribuiscono aghi, preservativi, cerotti e informazioni fuori dalle farmacie che vendono collirio a base di tropicamide, usato per amplificare l’effetto del basso quantitativo di eroina.

Vadim Pokrovsky, capo del centro federale Aids, questa settimana ha detto ai giornalisti che sono più di 27.500 i russi sieropositivi morti nel 2015, un aumento del 13% rispetto al 2014. Almeno la metà sono morti di Aids, ha poi confidato, per dire come la loro morte poteva essere impedita.

L’HIV si sta diffondendo con velocità crescente, con circa 95.000 nuovi casi nel 2015 rispetto ai 90.000 del 2014, la maggior parte di loro hanno contratto l’infezione dal consumo di droghe e dal sesso eterosessuale. Ciò rappresenta un tasso pro-capite molto più elevato che nel Regno Unito, per esempio, dove ci sono stati 6.151 nuove diagnosi di HIV nel 2014.

Nel mese di gennaio, la Russia ha raggiunto un triste traguardo quando una donna di 26 anni della regione di Rostov è diventata la milionesima persona ufficialmente diagnosticata affetta da HIV. Pokrovskij ha stimato che il numero effettivo di persone con HIV è alto, circa 1,5 milioni.

“Il ritmo di crescita non sta rallentando, è alto, e abbiamo bisogno di rafforzare le misure di profilassi”, ha detto Pokrovsky. “In cinque anni raddoppierà, fino a toccare i 3 milioni di persone entro il 2020.”

Maxim Malyshev, attivista della Fondazione Andrey Rylkov, ex consumatore di droga, sieropositivo dal 1997, ha detto: “Statisticamente, il problema non può più essere ignorato. Per le strade vediamo costantemente persone con diagnosi sempre positive”.

“Il trattamento non è disponibile per i tossicodipendenti. La gente non vuole sapere della propria diagnosi dal momento che, è spaventoso e non c’è via d’uscita”.

La politica della Russia in merito alle infezioni da HIV sta fallendo su due fronti, secondo Pokrovsky: non si spende abbastanza per il trattamento di coloro che hanno già il virus, e non sono state prese efficaci misure per proteggere le persone a rischio di contrarla.

Invece di adottare programmi standard di riduzione del danno, le agenzie statali hanno promosso l’astinenza dal sesso e dalla droga e hanno chiesto lo sviluppo di un sistema di prevenzione delle infezioni da HIV in modo da “riflettere gli interessi nazionali reali”. Lo stigma che circonda l’HIV è tale che, nel mese di dicembre, il conduttore televisivo Pavel Lobkov ha fatto una mossa senza precedenti, dichiarando, nel corso di una trasmissione in diretta, di essere sieropositivo. Lobkov sperava di suscitare una discussione su come i russi vedono il virus HIV.

Questa settimana, Pokrovsky ha parlato di una strategia del Ministero della Salute per combattere la diffusione del virus, che dovrebbe essere presentata al governo nel mese di marzo. Lo Stato, finora, ha dimostrato di essere poco incline a impegnare fondi proporzionati per lo sviluppo di un sistema adeguato.
Un extra di 20 miliardi di rubli è stato destinato nel 2016 alla prevenzione dell’HIV dopo che il Ministro della Salute, Veronika Skvortsova, ha chiesto che il numero di pazienti affetti da HIV in terapia antiretrovirale fosse aumentato dall’attuale 23% al 60%. Ma Alexander Yezdakov, un attivista per l’HIV del movimento “Patient Control”, ha detto che è improbabile che il finanziamento sia sufficiente. Patient Control gestisce un sito web chiamato pereboi.ru in modo che i pazienti possano segnalare la frequente carenza di farmaci antiretrovirali, degli esami del sangue e dei farmaci anti-tubercolosi nei locali centri di aiuto di Stato in tutta la Russia.

“Se ci fosse la giusta quantità di finanziamenti, allora non ci sarebbe questo problema di interruzioni [di trattamento], o sarebbe molto piccolo”, ha detto Yezdakov.

Pokrovsky ha detto che il vero obiettivo dovrebbe essere quello di estendere il trattamento al 90% dei pazienti affetti da HIV, come in altri paesi, e ha detto che per iniziare a fermare l’epidemia, lo Stato quest’anno avrebbe dovuto spendere almeno 150 miliardi di rubli  per le misure di trattamento e di prevenzione, come la riduzione del danno. In questo momento in Russia, tali misure preventive sono in pratica inesistenti.

Nel clima politico conservatore, che si è rafforzato durante il terzo mandato del presidente Vladimir Putin, le terapie di riduzione del danno – un approccio standard in Occidente per limitare la diffusione del virus nei gruppi a rischio come i le persone con una dipendenza e i lavoratori del sesso – è stato evitato. L’educazione sessuale non viene insegnata nelle scuole, con il difensore civico dei bambini Pavel Astakhov che va notoriamente dicendo che “la migliore educazione sessuale che esiste è la letteratura russa”.

Il trattamento con i comuni farmaci oppioidi, metadone e buprenorfina, è vietato in Russia, escludendo programmi di terapia di sostituzione per svezzare i tossicodipendenti dalla droga. Tre tossicodipendenti hanno citato in giudizio la Russia presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sostenendo che il divieto di terapia sostitutiva è discriminatorio. E’ attesa una decisione entro pochi mesi, ha detto Anya Sarang, attivista HIV.

Come risultato di questo approccio conservativo, il 55% delle nuove infezioni da HIV risultano originate dal consumo di droghe per via endovenosa e il 43% da sesso eterosessuale, ha detto Pokrovsky. Questo potrebbe cambiare “se ci fosse un approccio razionale ai profilattici”, tra cui l’adozione da parte dello stato di programmi di riduzione del danno, almeno come prova in alcune regioni, ha detto.

Per il momento, il rischio per i consumatori di droghe come Ivan rimane alta. Il lavoro di riduzione del danno degli attivisti della Rylkov è poco più di una piccola benda su una estesa ferita da cui il sangue sgorga a fiotti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...