Incinta e senza diritti civili. Vergogna USA Vergogna!

Donate today to NAPW -possibly one of the most important causes for women today - follow their activities across the web.Fonte: INPUD

Giusto per far sapere a tutti che questa organizzazione, incredibilmente umana e coraggiosa, di donne sorprendenti e veramente impegnate, la NAPW (Difensori Nazionali delle Donne in Gravidanza), è esplosa sulle pagine del New York Times con un altro articolo straziante sullo stato delle cose (e, soprattutto, sullo stato delle cose a venire) negli Stati Uniti dopo il recente successo repubblicano nelle elezioni di medio termine, rimanete concentrati e sintonizzati su questo argomento perché colpisce tutte le donne, in tutto il mondo. Fino a quando esisterà l’abuso dei diritti sessuali e riproduttivi, donne e ragazze in tutto il mondo saranno a rischio di gravi discriminazione, emarginazione e abusi. Combattere – tenendo informati – è un modo per essere a supporto della NAPW. Restate sintonizzati con INPUD, mentre lavoriamo a fianco della NAPW nel chiedere conto agli Stati Uniti, al Consiglio dei diritti umani – il prossimo maggio 2015 – degli atti disumani, tragici e penalmente rilevanti nei confronti delle donne in stato di gravidanza – e, in particolare – delle donne in stato di gravidanza che fanno uso di droghe.
Sabato, 7 novembre 2014 Il New York Times ha pubblicato l’editoriale, “In gravidanza senza diritti civili”, scritto dalla Direttrice Esecutiva della NAPW Lynn Paltrow e dalla Presidentessa Jeanne Flavin. Questo commento descrive le realtà sconvolgenti dei rischi connesse alle misure anti-aborto e personali riservate a tutte le donne in gravidanza negli Stati Uniti. Si mettono in evidenza solo alcuni racconti dei quasi 800 casi che abbiamo documentato dal 1973: donne in stato di gravidanza alle quali sono stati negati i diritti umani e civili, sia che cerchino di porre fine alla loro gravidanza, o di portarla a termine. L’editoriale si conclude con questo invito all’azione: “Dovremmo essere in grado di unire le diverse opinioni sull’aborto nella difesa di un principio fondamentale: che in nessun momento della gravidanza, una donna dovrebbe perdere i suoi diritti umani e civili. “Siamo orgogliosi di farvi sapere che, durante il fine settimana, l’editoriale è stato il più condiviso pezzo del New York Times su Facebook e il più inviato via email e Twitter. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a diffondere la parola, e per quelli che non ce l’hanno speriamo presto potranno averla!

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